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Michael Goolaerts

Michael Goolaerts, ciclista belga di 23 anni, è morto domenica sera a Lille. A 125 km dal traguardo, nel tratto di pavè di Viesly, Michael Goolaerts è a terra. A prima vista può sembrare una banale caduta, del resto alla Parigi-Roubaix sono all’ordine del giorno. Ma quella di Goolaerts non è un caduta come le altre, le cause sono totalmente differenti.

Un arresto cardiaco in corsa gli ha fatto perdere il controllo della bicicletta cadendo privo di sensi per terra. I medici gli hanno effettuato un massaggio cardiaco ai margini della carreggiata, anche con l’aiuto di un defibrillatore ma vista la gravità della situazione Goolaerts viene trasportato in elisoccorso all’ospedale di Lille. Subito sono rimbalzate le notizie sulla gravità del malore che aveva colpito il belga, lo stesso manager del team Veranda’s Willems-Crelan, Michiel Elijzen aveva parlato alla tv olandese di “arresto cardiaco e perdita temporanea di coscienza”. Michael Goolaerts è morto alle 22.40 all’ospedale di Lilla e a dare la notizia è la sua stessa squadra: “Goolaerts – si legge in un tweet della squadra – è morto in conseguenza ad un arresto cardiaco, assistito dai familiari e da chi lo amava. A nulla sono valse le cure mediche alle quali è stato sottoposto”.

Michael Goolaerts
Michael Goolaerts viene soccorso

Altri casi simili Michael Goolaerts

Purtroppo nel corso degli anni, non sono stati pochi i ciclisti che hanno perso la vita sulla strada. Non serve un tragico elenco: basta citare la morte di Wouter Weylandts, caduto in una discesa al Giro d’Italia del 2011. Quella di due anni fa alla Gand-Wevelgem di Antoine Demoitiè, anche lui belga, travolto da una moto e morto in ospedale per le ferite riportate. Quella dello scorso anno di Michele Scarponi in allenamento.

Questa però ha modalità diverse, sia pure ovviamente altrettanto drammatiche. Non avviene in seguito ad un trauma, ma con un malore in corsa. Vedere i medici che tentavano di rianimare Goolaerts ha subito riportato alla memoria il dramma del britannico Tom Simpson, che si accasciò sulla bici e mori durante la scalata del Mont Ventoux in una giornata di caldo terribile nel Tour del 1967. Ma c’è un episodio più recente, riguardante la morte di Daan Myngheer, avvenuta mel marzo 2016 all’età di 22 anni per un problema cardiaco al Critérium International. Myngheer, tragica coincidenza, aveva corso l’anno precedente per la stessa squadra di Goolaerts.

Poche settimane dopo la morte di Davide Astori, si consuma un’altra tragedia nel mondo dello sport. Questo ci lascia con l’amaro in bocca e con numerosi interrogativi circa l’efficienza dei controlli medici.

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