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Peggiori videogiochi 2018

I Flop dell’anno Peggiori videogiochi 2018

Fin’ora abbiamo parlato del meglio che l’industria videoludica ci ha regalato in questi anni, dalle esclusive per PlayStation 4 a quelle per Switch. Ma il mondo dei videogiochi non è solo rose e fiori, anzi. La maggior libertà creativa riservata ai vari sviluppatori non sempre da i frutti sperati. Quindi eccoci qui a parlare del peggio che questo 2018 ci ha regalato in ambito videoludico sulle varie piattaforme di gaming. Peggiori videogiochi 2018

8) Harry Potter: Hogwarts Mystery

hogwarts mistery coverParliamo di un gioco gratuito rilasciato sui vari Smartphone, e di base l’idea non era neanche malvagia. Gli sviluppatori, i ragazzi di Jam City, erano riusciti a creare un buon gioco di ruolo con una trama interessante e un buon sistema di scelte. Invece di migliorare la formula con i vari aggiornamenti, però, il gioco è caduto nella piaga del gaming moderno, ovvero le microtransazioni.

Superare un anno scolastico è sempre più ostico, visto l’ingente numero di energia necessaria, e i vari minigiochi sono ripetitivi e alla lunga stancanti. Personalmente ho abbandonato il gioco senza riuscire a terminare il quinto anno, dopo oltre sette mesi. Mi sono reso conto che, seppur la narrativa fosse sempre più intrigante, non ne valeva assolutamente la penaPeggiori videogiochi 2018

Un vero peccato. Peggiori videogiochi 2018

7) We Happy Few

We Happy FewAnche in questo caso parliamo di attese disilluse. Annunciato nel 2016 come il survival definitivo, prometteva dinamiche innovative, una mappa procedurale, una trama folle e la giusta quantità di violenza.

La cosa che ha ucciso questo gioco, rendendolo un vero fallimento, è il suo aver tradito sé stesso. We Happy Few infatti è arrivato nel 2018 con una formula del tutto diversa dalle premesse. Un’avventura basata su missioni primarie e secondarie, dove l’elemento survival è secondario e perfettamente ignorabile.

A questo aggiungiamo vari problemi di hitbox e un’intelligenza artificiale deficitaria. Anche in questo caso un’occasione sprecata, visto anche il notevole reparto artistico. Peggiori videogiochi 2018

6) Metal Gear Survive

Metal Gear SurvivePremettiamo che questo non è un brutto gioco, anzi parliamo di un prodotto abbastanza curato per quanto concerne il gameplay. È un buon survival dove l’aspetto di sopravvivenza è predominante e ben implementato. Anche da un punto di vista grafico il gioco si difende bene, e in generale parliamo di un prodotto godibile che intrattiene.

Il perché si trovi in questa classifica è presto detto: non sarebbe dovuto esistere un Metal Gear Survive. O meglio, non sarebbe dovuto esistere un Survival prodotto da Konami con Metal Gear nel titolo. Perché questo gioco con la saga ideata da Hideo Kojima non ha nulla a che fare e anzi, ha anche la faccia tosta di legarsi narrativamente a Metal Gear Solid V: Ground Zeroes.

Un prodotto sbagliato nato da un’idea sbagliata. Con un titolo diverso staremmo qui a parlare di tutt’altroPeggiori videogiochi 2018

5) Sea of Thieves

Sea of ThievesIl 2018 è stato l’anno delle attese disilluse e Sea of Thieves ne è l’esempio lampante. Sviluppato da Rare, il gioco si presentava come un Open World multigiocatore a tema piratesco. La cosa ha ovviamente suscitato l’interesse di milioni di videogiocatori ma alla fine, come intuibile, il gioco non ha mantenuto per nulla le aspettative.

Sì, c’è una mappa liberamente esplorabile e sì, l’atmosfera caraibica è ben ricreata. Ma il problema di questo gioco è il fatto che sia terribilmente vuoto. Le cose da fare sono poche, salire di livello non da un reale senso di progressione e giocare con gli amici online diventa presto monotono per via di missioni tutte identiche tra loro.

Deludente, ma Rare sta cerando di rimediare con continui aggiornamenti. Ma ormai il danno pare fatto.

4) Kingdom Come: Deliverance

Kingdom Come: DeliveranceQua i fan oltre a essere stati traditi a livello di aspettative, lo sono stati anche a livello economico. Il progetto che prende il nome di Kingdom Come: Deliverance, infatti, è stato finanziato dagli utenti interessati al progetto tramite un kikstarter. Gli sviluppatori, tramite questa campagna, sono riusciti a racimolare ben 2 milioni di dollari.

Vista la cifra ricevuta dai fan, il risultato è a dir poco discutibile.

Questo GDR medioevale (senza alcuna contaminazione fantasy) è fin troppo frustrante. La natura ultra simulativa di questo prodotto lo rende ingiocabile, e anche compiere le azioni più banali richiederà un enorme quantità di tempo. Scassinare le serrature, che in serie come The Elder Scrolls e Fallout risulta essere un gioco da ragazzi, qui diventa un’impresa titanica.

A questo aggiungiamo bug a non finire, caricamenti infiniti e salvataggi corrotti. Due milioni ben spesi, complimenti.

3) Agony

AgonyAnche in questo caso parliamo di un gioco finanziato tramite una campagna kikstarter e ancora una volta parliamo di attese non rispettate.

Agony è un gioco perfettamente riassunto dal suo stesso titolo. Un titolo dove non funziona nulla, dal comparto grafico aberrante ad un gameplay monotono. Gli ambienti, inizialmente cupi, diventano man mano semplicemente bui in maniera artificiosa (e scomoda per esplorazione). Peggiori videogiochi 2018

L’idea di base era intrigante, immergere il giocatore in un inferno fatto di carne, ossa e sesso, ma la realizzazione è imbarazzante. L’art design c’è, è tutto il resto che manca all’appello.

2) The Quiet Man

The Quiet manUn titolo talmente brutto che fa il giro e diventa bellissimo.

Anche qui, un’idea interessante buttata alle ortiche. Il protagonista è un ragazzo sordo il cui handicap è parte integrante della narrativa. Se lui non sente, allora nemmeno voi sentite.

Come detto, l’idea era interessante e innovativa ma ancora una volta la realizzazione è stata disastrosa, a tratti comica.

Il gioco è suddiviso in (interminabili) filmati con attori reali e fasi di gameplay simili ad un picchiaduro a scorrimento. Il problema alla base di questo videogioco è che tutto è fatto male e con pressapochismo.

I filmati sono mal recitati e totalmente privi di audio (quindi non capirete nulla della trama) e le fasi di combattimento sono poco ispirate e mal realizzate, con animazioni ridicole e bug onnipresenti.

La beffa finale è il poter rigiocare il gioco una volta terminato, ma con la possibilità di attivare l’audio. E la cosa ancor più bella è che la trama, finito per la seconda volta il gioco, continuerà a non avere alcun senso. Se avete soldi da buttare giocateci con qualche amico al vostro fianco, giusto per farvi due risate. Perché è davvero difficile fare un film e un gioco brutto in un colpo solo, ma gli sviluppatori ci sono riusciti.

Triste pensare che a produrre questo titolo sia stata la Square-Enix.

1) Fallout 76

Fallout 76Non è di certo il gioco più brutto di questa lista, ma Fallout 76 è di certo il titolo più offensivo.

Abbiamo già avuto modo di trattare del caos che si è scatenato attorno al titolo di Bethesda Game Studios e la situazione non è cambiata.

Il gioco risulta sviluppato in maniera pigra, con un Engine vecchio di almeno dieci anni, asset riutilizzati dai lavori precedenti di Bethesda e una presenza di bug devastante.

Oltre a questo abbiamo anche un gameplay snaturato rispetto ai precedenti capitoli della saga. Nessun NPC, nessuna possibilità di dialogo e una trama inconsistente.

L’unico aspetto che avrebbe potuto salvare Fallout 76, ovvero il comparto Multiplayer online, risulta quasi un’aggiunta forzata e inutile. Oltre a questo, a peggiorare la situazione, il comportamento di Bethesda verso i propri clienti è stato a dir poco inaccettabile.

Tutto questo confluisce in quello che è a tutti gli effetti il titolo più deludente del 2018.

Menzione di disonore – PlayStation Classic

PlayStation ClassicChi scrive è particolarmente legato al marchio PlayStation, soprattutto alla storica prima console Sony: la grigia PlayStation.

L’idea di una versione mini di quella console era alquanto allettante ma la realizzazione di tale progetto è stata tutto fuorché efficiente. Una scarna lista di giochi, appena 20, dove mancano all’appello capolavori intramontabili della prima PlayStation.

Un sistema di emulazione sviluppato con svogliatezza, la mancanza della lingua italiana in ben diciotto giochi, un menù iniziale spoglio… insomma un prodotto realizzato al risparmio.

Il prezzo al lancio della mini console, 99,99 euro, non valeva assolutamente l’acquisto e Sony ha infatti provveduto a fare uno sconto del 40% dopo nemmeno un mese dall’uscita del prodotto nei negozi.

Non parliamo di un videogioco, ma di un prodotto videoludico. Uno dei più deludenti dell’anno.

E voi cosa ne pensate? Quali di questi giochi avete giocato? E quali altri aggiungereste a questa lista? Fatecelo sapere con un commento e continuate a seguirci su Men’s Enjoy!

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