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trading nuove regole

Negli ultimi tempi si sta parlando molto di invoice trading, presentato come soluzione per le fatture pagate in ritardo.

In realtà, questa forma di investimento ha anche altri vantaggi, come sottolineato da Workinvoice, operatore leader nel settore in Italia. trading nuove regole

I dettagli trading nuove regole

Pare che l’invoice trading garantisca anche un alto rendimento, che aiuta gli investitori istituzionali a diversificare il portafoglio, garantendo un contributo alle PMI.

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Si tratta sicuramente di un sistema alternativo rispetto ai mercati tradizionali, poco volatile e caratterizzato da un track record che a livello globale si muove in un range tra il 6% e il 9% annuo.

Insomma, un’opportunità di guadagno da cogliere, contro ogni eventuale rischio, realizzata in un orizzonte temporale di breve termine (corrispondente ai tempi di incasso delle fatture, tra i 40 e i 60 giorni in Europa).

Già diversi gestori internazionali, in particolare con sede nel Regno Unito, hanno deciso di rifarsi a questa tipologia di trading, puntando all’Europa, in particolare all’Italia.

Stando ai dati diffusi da P2P Lending, infatti, nel terzo trimestre 2018 l’erogato è stato pari a 142,1 milioni, con grandi potenzialità di crescita.

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Un esempio è il Fasanara Capital, che investe nell’anticipo fatture di PMI in tutto il mondo con il Global Diversified Alternative Debt Fund.

Si selezionano le piattaforme digitali attraverso il Due Diligence Scoring System proprietario.

Il fondo, peraltro, ha un’allocazione geografica che vede l’Italia predominante con il 36% del portafoglio, seguita da Spagna (20%) e UK (17%), con un rendimento previsto tra il 6% e l’8%, e una volatilità nell’ordine dell’1%.

Vi è poi anche la P2P Global Investments PLC, concentrata nell’investimento in piccoli prestiti alle imprese con un profilo di rischio/rendimento attrattivo e bassa volatilità.

I vantaggi

I dati offerti da Workinvoice, inoltre, dimostrano che l’invoice trading è il canale giusto, e che gli strumenti di debito tradizionali non reggono il confronto.

Il rendimento annuale lordo sui tre anni è stato del 9%, con una durata dell’investimento medio di 83 giorni e un valore medio della fattura transata di 46.812 euro (su 3.753 fatture).

Il tasso di default è variato da 0 nel 2015 a 1,27% nel 2016. Infine, il rendimento netto è ammontato al 7% nel 2015, al 6,16% nel 2016 e al 7,12% nel 2017.

Vi convince? Diteci la vostra con un commento, e continuate a seguirci su Men’s Enjoy!

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