Chi non è molto esperto del settore, conosce solo i tatuaggi classici.

In pochi sanno in cosa consiste quello stile che mette insieme elementi di new school, qualcosa di tradizionale, lettering e, perché no, anche di realistico, dando vita al Trash Polka.

Un tattoo rivoluzionario, una vera e propria reinterpretazione dell’iconografia tipica, risalente, peraltro, all’inizio di questo millennio. trash polka disegni

Brevi accenni storici

I primi interpreti furono Simone Pfaff e Volko Merschky, titolari del Buena Vista Tattoo Club di Wurzburg, cittadina della Germania centrale.

trash polka disegni

Artisti senza eguali, creano raffigurazioni di grande impatto.

Di cosa si tratta? trash polka disegni

I tatuaggi Trash Polka non sono improvvisati. Alla base, infatti, c’è una cura meticolosa.

Risaltano subito agli occhi per la perfezione, la pulizia delle linee e lo stile.

Il lettering è preciso. Serve una tecnica solida per spiccare in questo ambito.

Pfaff e Merschky, in particolare, hanno cancellato il vecchio modo di fare tattoo, inventando questa nuova arte che consiste nell’utilizzare pochissimi colori (solitamente il nero predomina, e il rosso fa da contrasto, a mo’ di sangue) usati in maniera piena, corposa, compatta.

I soggetti più ricorrenti, poi, sono i teschi, ma anche i ritratti, o l’accostamento di elementi realistici a elementi stilizzati e astratti.

Il risultato è di forte impatto. L’armonia perfetta.

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Il realistic Trash Polka si è diffuso ormai in tutto il mondo. Ma non sono tanti quelli che lo apprezzano.

Forse anche perché c’è sempre una nota triste in questi tatuaggi: aerei militari, fotografie vintage insieme alle decorazioni, corvi portatori di sventura.

Insomma, non il massimo dell’allegria. E ancora: lupi, scimmie, leoni, croci, l’albero con sopra un falco.

O addirittura la morte con la falce. Raramente si trova qualcosa di meno macabro, come una bussola o un occhio aperto.

trash polka disegniI significati

Il tipico Trash Polka è realistico. Un teschio accanto a una rosa insanguinata, o una clessidra rotta, simbolo che il tempo che perdiamo sulla strada della vita scorre inesorabilmente.

Spesso, sopratutto in Italia, si predilige anche il teschio con in testa un garofano tricolore.

E non solo: la scritta “Non è tempo per noi” al contrario, o una geisha, resa muta da una grossa X, sono tra i più gettonati.

C’è chi, invece, preferisce i 3D: organi del corpo umano, con cicatrici e ferite; l’occhio aperto con schizzi di sangue sopra e sotto.

Sono soprattutto gli animi sovversivi a ostentare questa tipologia di tattoo.

Chi è perennemente in guerra con il mondo, i più giovani ad esempio.

Uno spirito rivoluzionario che non tutti amano. Ma che esiste. E sopprimerlo è quanto di più sbagliato e difficile si possa mai fare.

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