Focolaio in TrentinoFocolaio Trentino Coronavirus paziente

E’ tornato in Italia dopo aver fatto visita nel suo paese d’origine ma non solo ha disatteso l’obbligo di rispettare un periodo di quarantena, per di più ha dato una festa. Tre giorni più tardi ha mostrato i sintomi di una infezione da coronavirus: nel frattempo aveva contagiato almeno 8 persone. È un uomo di origini kosovaro il ‘paziente zero’ di un nuovo focolaio in Trentino che sta impegnando in queste ore le autorità sanitarie. Al momento è in corso un’indagine epidemiologica per individuare tutti i possibili contagi tra amici e pazienti del kosovaro.Focolaio Trentino Coronavirus paziente

Secondo quanto ricostruito i contagiati avevano preso parte alla festa che l’uomo aveva dato a Predazzo lo scorso 21 giugno, invitando oltre una ventina di persone della comunità kosovara locale. L’uomo il 24 giugno si è poi sentito male ed è stato portato in ospedale.

“Questo – spiega Antonio Ferro dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari – è un esempio classico di come sia importante crispettare l’isolamento di 14 giorni per i soggetti che arrivano da fuori”.

“Fare il tampone subito in questo caso non sarebbe stato dirimente perché lui stava bene quando ha fatto la festa. La malattia è emersa dopo tre giorni. In questo momento sono pochi casi e li riusciamo a seguire ma se diventassero centinaia diverrebbe difficile arginarlo“.

Casi Coronavirus in Italia

Nell’ultima settimana i casi totali nel nostro paese sono leggermente diminuiti ma, spiega Gianni Rezza direttore generale della prevenzione del Ministero della Salute, riguardo i dati del monitoraggio settimanale Iss-ministero sui casi di Covid in Italia, “continua la circolazione virale tanto e’ vero che gli Rt tendono ad aumentare o a diminuire a seconda di dove si formano i focolai. E in alcune regioni in numero dei focolai e’ ancora abbastanza rilevante”. Per Rezza serve continuare ad avere comportamenti adeguati: mascherine nei luoghi pubblici e distanziamento sociale.

Sebbene le misure di lockdown in Italia abbiano permesso un controllo efficace dell’infezione da SARS-CoV2, persiste una trasmissione diffusa del virus che, quando si verificano condizioni favorevoli, provoca focolai anche di dimensioni rilevanti. Da qui il richiamo a mantenere “alta l’attenzione”. Questo quanto stabilito dal report settimanale che riporta i dati del monitoraggio ministro della Salute-Iss. L’analisi è relativa ai dati per il periodo 22-28 giugno, successivo alla terza fase di riapertura avvenuta il 3 giugno 2020.

La situazione, relativa prevalentemente alla prima metà di giugno 2020, “è complessivamente positiva con piccoli segnali di allerta relativi alla trasmissione. Al momento i dati confermano l’opportunità di mantenere le misure di prevenzione e controllo già adottate dalle Regioni/PPAA”. Questo quanto stabilito dal report settimanale del monitoraggio ministro della Salute-Iss. Necessario “mantenere la resilienza dei servizi territoriali, realizzare la ricerca attiva ed accertamento diagnostico di potenziali casi, l’isolamento dei casi confermati, la quarantena dei loro contatti stretti”.

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