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Un équipe di medici statunitensi è riuscita a trapiantare in un reduce di guerra un pene, uno scroto e parte del basso addome con successo. É il primo trapianto al mondo di una parte così estesa.

Infatti, l’équipe di medici, composta da 9 chirurghi plastici e 2 chirurghi urologici, ha passato anni per prepararsi all’ intervento chirurgico, esercitandosi su cadaveri e perfezionando le tecniche.

Primo trapianto pene

L’intervento è stato eseguito con successo in 14 lunghe ore alcune settimane fa al Johns Hopkins university hospital di Baltimora negli USA.

Pertanto, il 26 marzo scorso, un giovane militare, che aveva perso i genitali a causa dell’esplosione di una bomba in Afganistan, ha ricevuto per la prima volta al mondo un trapianto totale di penescroto e parte della parete addominale, prelevati da un donatore di organi deceduto.

Il paziente – ha fatto sapere una nota dell’ospedale – sta bene e dovrebbe tornare a casa in settimana. Il team di chirurghi che si era preparato per il complesso intervento per 5 anni, ha compiuto l’operazione sotto la guida di Andrew Lee, direttore del dipartimento di ‘Plastic and Reconstructive Surgery’.

Gli specialisti si aspettano che le funzioni urinarie riprendano a breve mentre per quelle sessuali bisognerà attendere sei mesi. Il paziente ha ricevuto anche un’infusione di midollo spinale del donatore nel tentativo di prevenire possibili crisi di rigetto.

I risultati e gli obiettivi dell’intervento

L’obiettivo del trapianto, precisa WP Andrew Lee, della chirurgia plastica e ricostruttiva della Johns Hopkins University School of Medicine, era quello di “ripristinare il senso di identità e la virilità di una persona”.

Primo trapianto pene

Sebbene, infatti, la guarigione e la rigenerazione dei nervi richiederanno tempo, entro pochi mesi il paziente dovrebbe riacquistare la capacità di urinare, mentre per un ripristino delle capacità sessuali ci vorrà ancora più tempo. Un trapianto di pene, infatti, è una procedura complicata che include il collegamento di tutte le arterie, le vene, i nervi, la pelle e l’uretra al ricevente.

Conclusioni

L’identità del paziente non è stata rivelata. Pertanto, alcuni precedenti di trapianti di pene sono già avvenuti nel 2016 – su un sessantaquattrenne che aveva perso l’organo in un incidente. Un’altro intervento è stato effettuato con successo nel 2015, all’università del South Africa. Questo paziente infatti ha successivamente ha avuto pure un figlio.

Infine, questa tipologie di intervento sono ancora ritenuti di estrema complessità e praticati soltanto in casi rari con tutte le giuste precauzioni del caso.

 

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Primo trapianto pene

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