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gelato controindicazioni

L’estate è sinonimo di gelato. Un must a qualsiasi ora del giorno.

Ed è qui che scatta il dilemma: industriale o artigianale? Qual è il migliore?

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Una delle bufale più diffuse in fatto di alimentazione è sicuramente che il primo faccia più male alla salute del secondo.

Una fake news ormai consolidata, come quella sul glutine che fa ingrassare, sulle uova piene di antibiotici e sull’insalata prelavata venduta nei supermercati, considerata poco igienica e senza nessun valore nutrizionale. gelato controindicazioni

A chiarire la questione, oggi, ci pensa Free from Fake. Mangiare sano e con gusto? Alla larga da bufale e fake news!, il nuovo libro degli esperti Martina e Giorgio Donegani, rispettivamente biologa nutrizionista e tecnologo alimentare.

I dettagli gelato controindicazioni

Si tratta di una guida preziosa e di facile lettura, strutturata in accusa, difesa e verdetto.

Così gli scienziati, ai microfoni di Repubblica, smontano i falsi miti e le leggende metropolitane riguardanti il cibo.

È paradossale che mentre la scienza della nutrizione ha ben chiarito le linee da seguire per alimentarci correttamente, mai come oggi sembra che mangiare in modo sano sia la cosa più difficile del mondo.

Il fatto è che sono in tanti a mettersi d’impegno per complicarci la vita: ciarlatani che si inventano le diete più strampalate, finti scienziati che diffondono fantasiose filosofie alimentari, aziende che inventano ogni giorno alimenti dei quali proprio non si sentirebbe la necessità.

E tutto questo sostenuto da una comunicazione gridata, contraddittoria, approssimativa, quando non addirittura scorretta“.

Capitolo gelato

L’esempio più lampante è proprio quello del gelato industriale considerato meno sano di quello artigianale.

Questo perché in genere viene realizzato con ingredienti meno naturali e con l’uso di molti additivi.

In realtà – spiega Giorgio Donegani – i veri artigiani sono sempre meno e troppi si limitano a chiamare artigianale il gelato prodotto con semilavorati industriali già pronti, da inserire in macchinari che eseguono in automatico tutte le fasi di miscelazione degli ingredienti, pastorizzazione e mantecatura, ottenendo un gelato che di artigianale a ben vedere ha solo il nome“.

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E per quanto riguarda i conservanti?

Non è vero che vengano aggiunti semplicemente perché la catena del freddo basta da sola a garantire la conservazione del gelato nel tempo.

Gli altri additivi impiegati nel gelato industriale sono comunque sostanze autorizzate dalla normativa vigente e impiegate nella quantità minima necessaria per ottenere l’effetto richiesto.

Per lo più sono addensanti, emulsionanti e stabilizzanti quali lecitine, alginati, carragenina, farina di semi di carrube, gomma di guar, mono e di-gliceridi degli acidi grassi alimentari, sostanze comunque di origine naturale o comunque rintracciabili anche in natura“.

Ma, quando si sceglie un gelato, bisogna tener conto anche del valore nutrizionale.

Le differenze, infatti, possono essere notevoli: “Mentre 100 grammi di un cono panna e cioccolato forniscono 291 kcal, ottime quantità di proteine, calcio e grassi – chiarisce Martina, biologa nutrizionista – la stessa quantità di un gelato alla frutta non supera mediamente le 150-180 kcal, grazie alla sola presenza di polpa di frutta, zucchero e acqua“.

Insomma, sentitevi liberi di scegliere il gelato che più si addice ai vostri gusti. Senza pregiudizi. Con l’intento solo di farvi felici.

Continuate a seguirci su Men’s Enjoy!

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