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sport primavera infortuni

Con l’arrivo della primavera, e quindi delle belle giornate, gli appassionati di sport tornano a correre.

I parchi si ripopolano. Le scarpe da ginnastica si scaldano. E la pigrizia invernale man mano se n’è va via.

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Succede così che i nostri studi si riempiono di pazienti: dopo i 40 anni, infatti, lanciarsi in uno sport senza un’opportuna preparazione fisica e senza impostare correttamente il gesto atletico spesso si traduce in traumi, contratture, distorsioni e lesioni varie”. sport primavera infortuni

A dirlo è Marco Traballesi, fisiatra e medico dello sport, direttore dell’Uoc Neuroriabilitazione della Fondazione Santa Lucia Irccs di Roma. “Sono molti quelli che corrono, ma basta guardarli per vedere che corrono male”.

La spiegazione sport primavera infortuni

Infortunarsi, in età matura, è più usuale. A spiegarlo ci pensa l’Adnkronos Salute: “Il fatto è che ci si sente ancora giovani, ma magari si è sedentari da qualche anno: tornare a fare attività sportiva, di qualsiasi tipo, senza adeguata preparazione fisica e senza un controllo medico preventivo, può creare molti problemi. Si sottovaluta in particolare la corsa, che comporta una sollecitazione biomeccanica importante a muscoli e tendini. I traumi sportivi, pertanto, sono stagionali: d’estate calano perché le persone vanno al mare o in montagna, riprendono a settembre quando si torna in palestra, e a marzo-aprile, quando si pensa alla prova costume”.

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Le vittime sono soprattutto gli uomini, che subiscono lesioni a spalle, gomiti, schiena e ginocchia dopo partite di pallavolo o calcetto nel fine settimana, o col sollevamento pesi in palestra, quando si esagera coi carichi.

Anche le donne, però, non sono esenti da incidenti fisici. Abituate ai tacchi, rischiano di poggiare male il piede e lesionare ginocchia o polpacci.

Tipicamente femminile – ribadisce Traballesi – è lo stiramento del tendine d’Achille”.

A maggior ragione durante la corsa: “Quando corro carico 5 volte il mio peso, e se non sono ‘leggero’ e appoggio male caviglie e piede sono ad alto rischio. Fra i runner e gli appassionati di palestra, dopo i 40 anni un’insidia è rappresentata anche dalla lombalgia, che peggiora con salti e pesi”.

Dunque non bisogna iniziare se non sotto controllo medico. “Se l’attività scelta è di tipo ludico-ricreativo – ricorda l’esperto – basta una visita dal dottore di famiglia, se è collegata a una federazione, invece, serve l’elettrocardiogramma. Dopo una certa età, in ogni caso, dobbiamo verificare come lavora il nostro cuore, che deve essere in grado di reggere lo sforzo. È davvero importante non partire ‘a freddo’, ma fare sempre un riscaldamento muscolare adeguato: il rischio altrimenti è quello di farsi male, e la riabilitazione, che deve sempre essere personalizzata, può rivelarsi anche lunga”.

Il consiglio, quindi, è quello di scegliere l’attività più adatta al proprio fisico e affidarsi a maestri preparati, soprattutto all’inizio: “Parlo di istruttori formati all’università e non in corsi e corsetti in cui si diventa istruttore magari senza conoscere l’anatomia”, è il rimprovero – duro ma concreto – di Traballesi.

Per saperne di più, continuate a seguirci su Men’s Enjoy!

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