Bianco, in polvere o in granelli. Genera assuefazione. Cos’è? Lo zucchero.

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Agisce quasi come una sostanza stupefacente. Crea una dipendenza 9 volte maggiore della cocaina.

E a dimostralo ci pensa una recente ricerca pubblicata sul British Journal of Sports Medicinezucchero dipendenza

La ricerca zucchero dipendenza

Secondo lo studio, il consumo eccessivo di zucchero raffinato (saccarosio, sciroppo di mais e tutte le farine raffinate) può avere effetti sul cervello molto gravi.

Potrebbe indurre a conseguenze psicoattive (abuso, desideri impulsivi) sovrapponibili, se non addirittura superiori, a quelle di altre sostanze come anche l’alcol, le sigarette, il gioco d’azzardo, il sesso.

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Una delle conseguenze, peraltro, potrebbe essere la fame chimica, tipica anche delle droghe.

Secondo alcuni esperimenti, infatti, è stato provato che perfino i ratti di laboratorio resi dipendenti dalla cocaina, se messi di fronte alla scelta tra la sostanza stupefacente e il semplice zucchero, scelgono quest’ultimo.

L’assunzione di zucchero, inoltre, può far andare in astinenza, dal momento che cala la dopamina nel cervello.

Da qui l’iperattività con deficit di attenzione (ADHD), che può sfociare nella depressione.

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Sulle conseguenze che lo zucchero ha sul nostro organismo si è acceso un lungo dibattito scientifico.

L’elemento in comune di qualsiasi ricerca resta, in ogni caso, il fatto che l’alimento in questione sia un rischio per ognuno di noi: se se ne consuma troppo, si può andare incontro a obesità e diabete.

Le soluzioni

La dottoressa Ester Brucci, biologa nutrizionista, ha così rivelato qual è la risposta alle nostre preoccupazioni:

Con il termine zuccheri si fa riferimento sia ai carboidrati semplici che a quelli complessi come i monosaccaridi, i disaccaridi (il glucosio, il fruttosio, il galattosio, il lattosio) e i polisaccaridi (l’amido).

Consumare troppi zuccheri può creare dipendenza – ribadisce ai microfoni di NapoliToday In seguito all’ingestione di questa sostanza si genera il rilascio di dopamina, neurotrasmettitore che regola il piacere.

Inoltre, aumenta i livelli di insulina che causano un immediato immagazzinamento dei grassi. Quindi bisogna far attenzione a non eccedere”.

I consigli

Stando a quanto detto dagli esperti:

– Non eliminate dalla dieta gli zuccheri, ma riducetene le quantità.

Evitate merendine e caramelle. Favorite, invece, la frutta e, in quantità limitate, il pane e la pasta.

Tenete le quantità di fruttosio sotto controllo, in quanto, tale molecola viene convertita dal fegato in grassi.

In questo modo si genera sia l’aumento dei livelli di LDL, sia il rischio di contrarre alcuni tipi di cancro.

– Per diminuire il consumo degli zuccheri semplici, abituate le papille gustative ad un gusto nuovo, riducendone l’ingestione o evitandone l’assunzione quando non è necessario.

Ad esempio, limitate poco alla volta lo zucchero nel caffè.

– Anche le bevande che presentano meno calorie, includono dolcificanti come l’aspartame, la saccarina, il saccarosio e l’acesulfame, che hanno lo stesso effetto negativo degli altri zuccheri semplici.

– Assumete soprattutto fibre che potete trovare in prodotti integrali come pasta, pane o fette biscottate.

In questo modo, rallenterete lo svuotamento gastrico e aumenterete il senso di sazietà.

Leggete attentamente le etichette. Spesso alcune pubblicità traggono in inganno. Fate, dunque, caso all’elenco degli ingredienti.

Lo zucchero di canna non subisce processi di sbiancamento, ma viene trattato industrialmente. Ha un indice insulinemico più basso del saccarosio.

Bisogna, però, fare attenzione al colore: se è marroncino chiaro, è solo saccarosio caramellato.

Non abusate comunque con le quantità. Ha le stesse Kcal dello zucchero raffinato.

Detto questo, tenete a bada la vostra fame e le vostre tentazioni, e diffidate delle mode alimentari.

Per saperne di più, continuate a seguirci su Men’s Enjoy!

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