Esplosione a BeirutBeirut esplosione bomba video

Durante il pomeriggio di martedì 4 agosto, una gigantesca esplosione ha devastato la zona portuale di Beirut,  capitale del Libano.Beirut esplosione bomba video

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Il ministro della sanità libanese Hamad Hasan, ha dichiarato che i danni provocati dall’esplosione sono gravissimi. Alcune persone sarebbero ancora disperse, altre bloccate sotto le macerie. Secondo il quotidiano libanese An Nahar ci sarabbero più di 100 morti e oltre 4000 feriti.

Ad esplodere sarebbero state 2750 tonnellate di nitrato di ammonio, un fertilizzante molto usato in agricoltura (molto utilizzato però come esplosivo da diverse formazioni terroristiche e non); non. è ancora chiaro cosa abbia innescato questa tremenda esplosione, secondo alcune fonti non confermate, nei pressi del capannone dove era stoccato dal 2013 il fertilizzante vi sarebbe stato un deposito dell’Hezbollah libanese, formazione terroristica sciita filo iraniana.

Tra i feriti c’è anche un militare italiano. che non è grave, mentre altri sono sotto osservazione in stato di choc. Lo apprende l’Ansa da fonti qualificate, secondo cui i militari fanno parte di un’unità del contingente italiano in Libano. La Farnesina, attraverso l’Unità di Crisi e l’Ambasciata in Libano, si è attivata per “prestare ogni possibile assistenza ai connazionali presenti nel Paese e continua a monitorare la situazione”. Lo riferiscono fonti del ministero degli Esteri.

 

Come è iniziato tutto? La nave “abbandonata”

Tutto è iniziato il 23 settembre. Quel giorno salpa da porto di Batumi, sul Mar Nero, in Georgia, la nave Rhosus, di bandiera Moldava. A causa di guasto tecnico, il carico, diretto in Mozambico, è stato costretto a fermarsi in una sosta improvvisa a Bierut, due mesi dopo, a novembre. Le autorità libanesi iniziano un’ispezione serrata e si rendono conto che la nave non può assolutamente continuare il viaggio, ma non solo a causa del guasto tecnico, ma sopratutto perché il carico contiene 2.750 tonnellate di esplosivo (nitrato d’ammonio).

“In seguito all’ispezione della nave da parte del Port State Control – si legge una nota online da Baroudi & Associates, uno studio legale libanese che, per conto di “diversi” creditori non meglio. identificati, aveva ottenuto un ordine per far fermare il cargo – al mezzo era stato vietato di proseguire la navigazione. La maggior parte dell’equipaggio, a parte il capitano e quattro marinai, era stata rimpatriata e subito dopo la nave era stata abbandonata dai suoi armatori”.

Il capitano e gli altri quattro membri dell’equipaggio, tutti ucraini, erano stati costretti a restare bordo della nave con. il suo carico pericoloso ed in patria erano anche diventati famosi in quanto ‘ostaggi’ a bordo di un cargo bloccato a Beirut. In una dichiarazione resa nel giugno del 2014, il capitano Boris Prokoshev aveva denunciato che il proprietario della Rhosus, Igor Grechushkin, un russo il cui ultimo indirizzo note è Cipro, “ha abbandonato la nave ed il suo equipaggio, come ha abbandonato il suo carico di nitrato d’ammonio”. Poi, quasi un anno dopo l’arrivo della nave un giudice libanese aveva permesso al capitano ed ai quattro marinai di tornare a casa.

 

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