Coronavirus di “genere”Coronavirus maschi femmine infezione

Il coronavirus non è quello che si pensa, ovvero una malattia che mette tutta l’umanità sullo stesso piano. In questi mesi infatti sono apparse evidenze di grandi diseguaglianze: quelle relative all’età prima di tutto, visto che il virus colpisce meno i bambini mentre ha effetti drammatici sulle persone anziane, ma anche di reddito, se si pensa che molte persone vivono in situazioni in cui l’acqua con cui lavarsi le mani non è sempre disponibile.Coronavirus maschi femmine infezione

Ma c’è un altro fattore di differenza che appare: il tasso di mortalità del Covid infatti è molto più alto negli uomini che nelle donne. Questa tendenza è stata notata subito in Cina, non appena apparsa la pandemia. Uno studio del Cdc (Center for desease control) cinese ha trovato che oltre il 60 per cento dei morti era di sesso maschile. Una ricerca pubblicata su The Lancet sui pazienti di Wuhan ha confermato che i due terzi dei ricoverati erano maschi e la metà avevano condizioni croniche particolarmente rischiose.

Uomini soggiogati dal virus?

Anche in Italia gli uomini dimostrano una sensibilità maggiore. Secondo l’Istituto superiore di sanità rappresentano il 60 per cento dei contagiati e il 70 per cento dei morti. Inoltre le donne che muoiono per Covid 19 hanno in media un’età maggiore: 82 anni contro 79 degli uomini.

Sono dati che trovano conferma in tutto il mondo: in Spagna la percentuale maschile dei morti è doppia rispetto a quella femminileL’unico Paese dove a sorpresa la situazione si ribalta è la Corea del Sud, dove la mortalità è stata molto bassa, ma il 61 per cento delle infezioni ha colpito le donne. Ma questo potrebbe essere legato al fatto che il punto di partenza è stata la chiesa Shincheonji, frequentatissima da ragazze di 20-30 anni.

Sembra dunque che il sesso maschile sia in realtà quello debole, rapportato alla risposta immunitaria. Non a caso questa differenza di genere è stata confermata anche per gli altri due coronavirus che hanno colpito l’uomo.

Dati e relazioni

Più uomini che donne anche nel 2003 per Sars, e il 7 per cento in più anche per Mers. I giovani maschi sono anche state le vittime più frequenti dell’influenza spagnola del 1918. Perfino esperimenti compiuti sui topi hanno scoperto che i maschi sono più sensibili, una disparità che cresce con l’età. I maschi avevano danni più gravi ai polmoni. E quando i ricercatori nelle femmine hanno hanno soppresso gli estrogeni, un ormone tipicamente femminile, e rimosso le ovaie, il tasso di mortalità è diventato simile. Mentre sopprimendo il testosterone, l’ormone maschile, non è accaduto nulla.

Gli estrogeni quindi potrebbero avere un valore protettivo. Ci sono numerosi fattori però che gli esperti ritengono possano agire. Alcuni sono biologici, altri dipendono dallo stile di vita. Le donne per esempio producono una risposta immunitaria più forte quando sono sottoposte a vaccinazioni e hanno una ‘memoria’più lunga, che le protegge nel corso di tutta la loro vita. Purtroppo c’è anche un lato negativo: questa caratteristica infatti le rende più suscettibili alle malattie autoimmuni, come artrite reumatoide e lupus.

Una ipotesi è che questa maggiore forza immunitaria permetta un maggiore vantaggio ai bambini, che assumono gli anticorpi attraverso il latte materno e che li proteggono nel periodo in cui il loro sistema immunitaria si sta sviluppando.

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Perché le donne reagiscono meglio al virus?

Inoltre le donne hanno due cromosomi X, mentre i maschi ne hanno uno solo. Ma X contiene un numero elevato di geni legati alle risposte immunitarie  e, secondo una ricerca dell’Università Stellenbosch di Cape Town, Sudafrica, averne il doppio significa essere in vantaggio. Per quanto riguarda il comportamento, c’è il problema del fumo. In Cina, che ha la più grande popolazione di fumatori del mondo, ma dove solo il 2 per cento delle donne fuma, le differenze di mortalità del Covid-19, che colpisce l’apparato respiratorio, potrebbero essere dovute anche a questo. In Italia il rapporto è di 24,8 per cento, contro 15,1 per cento.

Gli uomini hanno anche tassi più alti di diabete 2 e casi di alta pressione, entrambi fattori che peggiorano il Covid 19. Sia in Cina che in Italia gli uomini muoiono frequentemente per problemi al cuore e respiratori, cancro, tutti considerati tra quelli che elevano il rischio di morte per il coronavirus. Infine ci sono i comportamenti quotidiani, che posso esporre maggiormente al contagio. Gli uomini infatti hanno spesso un falso senso di sicurezza. E soprattutto si lavano meno le mani, perfino quando sono operatori sanitari.

 

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