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Crunch inverso benefici

C’è una leggenda che aleggia tra gli appassionati di fitness e palestra: la “tartaruga“. Crunch inverso benefici

Quell’addome scolpito a cui tutti aspirano, affidando le proprie sorti a tappetini e attrezzi, ed eseguendo serie estenuanti di esercizi.

Il crunch inverso, in particolare, si rivela uno dei mezzi attraverso i quali è possibile raggiungere questa chimera.

Di cosa si tratta? Crunch inverso benefici

Il crunch inverso è un esercizio mirato a stimolare la contrazione del muscolo retto dell’addome, anche se alcuni lo ritengono un esercizio per allenare gli addominali bassi. Facciamo, pertanto, un po’ di chiarezza.

Crunch inverso benefici

Il muscolo retto dell’addome è uno ed è multigastrico (possiede più tendini intermedi, tanto da avere la classica conformazione “a scompartimenti”).

Ha origine, inoltre, dalle cartilagini costali (quinta e settima) e dal processo xifoideo dello sterno, oltre ad avere la sua inserzione nella cresta pubica. Crunch inverso benefici

Qualsiasi movimento di contrazione, pertanto, va ad interessare tutto il muscolo, per quanto l’attivazione delle fibre possa variare in relazione alla tipologia di movimento effettuato.

Rischi e benefici

Insieme a obliquo interno, obliquo esterno e trasverso dell’addome, il retto addominale è importante non solo per l’attività sportiva, ma anche per il nostro benessere quotidiano.

Crunch inverso benefici

Un’eventuale debolezza del retto addominale, infatti, può portare a numerosi scompensi posturali (ad esempio in seguito ad un infortunio grave) e può compromettere persino attività basilari come la deambulazione.

Stando a questo, a livello tecnico, il crunch inverso è semplicemente una flessione degli arti inferiori sul busto, resa possibile inizialmente dal lavoro dell’ileopsoas (un muscolo intraviscerale), mentre il retto addominale ha la funzione di mantenere fisso il busto.

La seconda parte dell’esercizio, invece, (la spinta del bacino verso l’alto), è quella nella quale si raggiunge la maggior contrazione del retto addominale ed avviene il cosiddetto “arrotolamento vertebrale”.

In base al proprio livello di allenamento, inoltre, è possibile scegliere tra due varianti dello stesso movimento: a gambe tese o piegate.

Nel primo caso, si tratta della posizione tradizionale: le gambe vengono portate verso l’alto senza piegare le ginocchia.

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In questa circostanza, il retto addominale avrebbe la funzione di stabilizzare la regione lombare.

Ma se questo non si rivela abbastanza solido, subentra il retto femorale che solleva la regione lombare verso il femore e l’ileopsoas, provocando una anti-versione del bacino.

Il che è un male perché così facendo si esaspera la naturale curva lordotica del rachide, e si aumenta il rischio di infortuni.

Nel secondo caso (a gambe piegate), invece, se non si è sufficientemente allenati, si ha la possibilità di disattivare l’azione del retto femorale, liberando l’ileopsoas dalla sua funzione di fissatore del quadricipite, potendo così svolgere l’esercizio correttamente.

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C’è poi anche il crunch inverso alle parallele. In questo caso l’intensificazione dello sforzo è maggiore per i muscoli stabilizzatori, e si ha una forte attivazione anche dell’articolazione della spalla (la quale, specialmente nel caso in cui si afferrino le parallele con le mani e non si abbia l’appoggio per i gomiti, si traduce in un forte stress in corrispondenza della cuffia dei rotatori).

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Insomma, a ognuno il suo esercizio, stando però attenti alla vostra salute.

Continuate a seguirci su Men’s Enjoy.com.

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