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Kakà si ritira
  • “Padre, è molto di più di quanto io avessi mai immaginato, grazie! Ora sono pronto per la mia prossima avventura, nel nome di Gesù, Amen”. Kakà ritiro

Ricardo Izecson dos Santos Leite: Kakà

Con queste parole Ricardo Izecson dos Santos Leite, o più semplicemente “Kakà”, ha annunciato il proprio ritiro dal calcio giocato con un post sul proprio profilo Instagram.

Con la solita educazione e la fede che lo ha contraddistinto per tutto l’arco della carriera, si ritira uno dei giocatori più forti degli ultimi 30 anni. In carriera ha vinto qualsiasi trofeo sia con le proprie squadre che a livello individuale. Può vantare un palmarès infinito e da molti verrà ricordato come l’ultimo pallone d’oro (2007) prima dell’inizio del duello tra CR7 e Messi, duello che monopolizza il riconoscimento ancora oggi. Ciononostante ricordare Kakà come un grandissimo campione risulta comunque riduttivo. Chi ha avuto la fortuna di apprezzare il personaggio, come tifoso o come appassionato di questo sport, sa che è molto più di questo. Kakà ritiroKakà Pallone doro

Unico e nuovo.

Il suo volto da bravo ragazzo, la sua estrema educazione sono delle cose che non ti aspetti nel periodo dove il “tipico” brasiliano era un giocatore tutto estro e fantasia con una storia dura alle spalle. Kakà era un verdeoro atipico. Nato in una famiglia benestante di Gama, figlio di un ingegnere e di una professoressa di matematica, inizia a muovere i suoi primi passi nel calcio professionistico al San Paolo. Poi nel 2003 arrivó il trasferimento che lo portò nel calcio che conta, al Milan. Kakà ritiro

kakà occhiali

Passerà alla storia con quella maglia (nonostante nel 2002 avesse già vinto un mondiale con la propria nazionale). Occhialini da studente universitario, faccia da bravo ragazzo pettinato con la riga. Per farvi capire la prima impressione, Gattuso disse di lui: ” il giorno che arrivò Kaka a Milanello ci guardammo tutti chiedendoci chi fosse quello sfigato con gli occhialini, due ore dopo iniziammo la partitella. Primo pallone toccato da Kakà mi salta come nulla fosse arriva davanti a Nesta si sposta la palla e spara un missile all’incrocio dei pali. Che ci crediate o meno in quel momento capii che avremmo rivinto la Champions guidati da quello sfigato con gli occhialini “.  Kakà si ritira

 

Kakà progressione

Kakà non è mai stato un uomo di tante parole, ha sempre preferito far parlare i fatti. E ciò che dimostro con i fatti in carriera lo fa entrare di diritto nell’Olimpo del calcio. Kakà si ritira

Possiamo dire che di fatto inventò un nuovo ruolo: “il trequartista alla Kakà”. Una cosa mai vista su un campo di calcio. Fisico alto e slanciato, eleganza nei movimenti imbarazzante, un cambio di passo praticamente indifendibile e una velocità di pensiero inarrivabile per chiunque altro. Kakà era unico e nuovo. Era tutto questo ma anche molto di più. Kakà si ritira

Un “signore” nel calcio; un signore del calcio.

Un professionista esemplare, una persona estremamente corretta e un calciatore leale. Il brasiliano verrà sempre ricordato come un signore dentro e fuori dal campo.

Kakà Ronaldo

Indimenticabile il mancato passaggio al City nel gennaio del 2009. All’epoca lo sceicco Mansour aveva da poco acquistato il club inglese e voleva presentarsi ai tifosi con un campione assoluto. Un’offerta scandalosa per il club (110 milioni) e per il giocatore (15 milioni all’anno) rendevano la proposta irrinunciabile. Che fu però rispedita al mittente. I tifosi mai dimenticheranno quando la sera del 19 gennaio prima il presidente Berlusconi e poi lo stesso giocatore comunicarono che si andava avanti insieme, col cuore. Kakà si ritira

Sempre col cuore le decisioni più importanti, come quando nell’estate dello stesso anno decise di andare a vestire la gloriosa maglia del Real Madrid insieme all’altro pallone d’oro Cristiano Ronaldo. Per poi tornare in rossonero quando la squadra aveva più bisogno di lui nel 2013.

Certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano…


Così l’allora A.D. Adriano Galliani, citando Antonello Venditti, presentò il ritorno del figliol prodigo a Milano. Chissà che dopo il ritiro e il riavvicinamento alla società rossonera, la nuova avventura di cui il brasiliano parla non sia un nuovo ritorno a casa nella inedita veste di dirigente. In un momento storicamente così buio per la società meneghina i tifosi si augurano un ritorno alle origini, e nessuno meglio del campione verdeoro potrebbe far accendere nei tifosi questa nuova speranza.

Perchè d’altronde “Certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano”…

Kakà Milan 2017

 

 

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