La Sicilia è un’isola di grande bellezza, sia dal punto di vista culinario che dal punto di vista territoriale. Terra di odori e di sapori che rendono unica quest’isola del Mediterraneo.

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Ad osservarla dall’alto, lei, “A Muntagna”, uno dei vulcani attivi più alti d’Europa. In questo contesto si inserisce il progetto di tre giovani ragazzi che hanno provato a domare “La Signora” Etna.

In che modo? Provando ad imbottigliare l’essenza di quelle che sono l’Etna e la Sicilia: nasce così Volcano Gin, un gin tutto siciliano che  farà esplodere il vostro palato. Volcano Gin Sicilia

Volcano Gin Sicilia

Noi di Men’s Enjoy abbiamo intervistato per voi i ragazzi che stanno dietro a questo progetto. Tanta voglia di fare e di dare, ma soprattutto tanta voglia di puntare in alto. A parlare uno dei membri, Alessandro Malfitana.

Raccontateci un po’ chi siete.

“Siamo tre giovani ragazzi: io sono Alessandro Malfitana, 31 anni; Diego Pollicina, 33 anni e Stefano Lo Giudice, 26 anni. Ognuno di noi ha avuto più o meno delle esperienze nel mondo del beverage. Specialmente io e Stefano siamo dei sommelier, quindi abbiamo sempre lavorato con i vini, con prodotti di superalcolici e con bevande spiritose. Diego, anche se non lo fa professionalmente, comunque è sempre stato un appassionato di questo tipo di bevande di qualità”.

“All’interno dell’azienda che abbiamo appena costituito, io sono il managing director e quindi mi occupo un po’ della parte amministrativa. Sono l’amministratore della società che gestisce questo marchio. Diego Pollicina si occupa di tutta la logistica, dei rapporti esterni con i fornitori. Mentre Stefano Lo Giudice si occupa dei mercati internazionali, più la parte social delle pubbliche relazioni”.

Com’è nato il progetto? Volcano Gin Sicilia

“L’idea nasce circa quattro anni fa. Io ho avuto un’esperienza in Inghilterra per circa 7 anni, dove lì il gin è la bevanda spiritosa per eccellenza. Facendo ritorno a casa, ho notato che sull’Etna il ginepro, che è una bacca che si trova alla base di tutti i gin e quindi ne è l’ingrediente principale, cresce selvatico sull’Etna”.

“Non c’era ancora un progetto del genere. Quindi coinvolgo questi due ragazzi, Diego e Stefano, per realizzare questo progetto:il primo gin dell’Etna. Partiamo insieme due anni fa, sviluppando la ricetta e cercando di equilibrare tutti i botanici. Facendo si che avessimo un prodotto che puntasse ad essere veramente di alta fascia, quindi un prodotto premium”.

Volcano Gin

“Nel frattempo sviluppiamo anche il packaging, quindi dopo due anni di lavoro intenso, riusciamo ad immettere sul mercato questa bottiglia per la prima volta. Troviamo subito una distribuzione che ha l’esclusiva in Sicilia e si chiama Beverfood”.

Perchè avete scelto questo nome?

“Il nome Volcano perchè innanzitutto è vulcano, ma in inglese. poi per enfatizzare l’appartenenza al territorio, siamo tutti e tre originari di alcuni paesini dell’Etna, in particolare Linguaglossa e Piedimonte Etneo. Lo abbiamo messo in inglese, Volcano, per dare uno spirito internazionale al prodotto. Naturalmente noi puntiamo a fare bene in Italia, ma anche all’estero e quindi far conoscere le peculiarità e la straordinaria ricchezza delle materie prime che il nostro territorio può offrire”.

Puntate ad un prodotto premium, come mai?

“La scelta di puntare ad un prodotto premium è legata al fatto che noi in Sicilia abbiamo delle materie prime di straordinaria qualità. Quindi per noi diventa quasi un dovere sviluppare un prodotto che vada a scontrarsi con dei mostri sacri. Abbiamo tutti gli ingredienti per puntare veramente in alto”.

“Anche dal punto di vista di packaging non abbiamo badato a spese, puntando su un tappo disegnato a mano da un artigiano, su una bottiglia possente. Un’estetica curata dal punto di vista d’immagine e organolettico. A fronte di tutto questo lavoro, puntiamo ad offrire un’esperienza ai nostri clienti facendogli provare e constatare la qualità che può essere realizzata in Sicilia e sull’Etna, soprattutto”.

Il vostro packaging è particolare. Puntate molto all’estetica del vostro prodotto?

“Il nostro packaging è molto particolare e puntiamo molto sull’estetica del nostro prodotto. La sensazione che noi vogliamo dare ai nostri clienti è quella di una passeggiata sull’Etna, quando vediamo quei paesaggi meravigliosi, il mare, il verde, il nero delle colate laviche”. Volcano Gin Sicilia

gin

“Quindi si percepisce la forza e la potenza della natura dell’Etna con i suoi profumi straordinari. Quello che abbiamo voluto fare è imbottigliare l’essenza di questi meravigliosi profumi ed odori”.

Puntate ad un coinvolgimento femminile?

“Puntiamo ad un coinvolgimento femminile perchè nella concezione locale l’Etna è donna, è femmina; perchè viene definita “la signora”, “mamma Etna”; perchè è un territorio molto fertile che riesce a dare dei prodotti straordinari”.

“Dl momento che di solito il pubblico femminile non è molto interessato ai superalcolici, abbiamo voluto fare un prodotto morbido, elegante che riuscisse ad accontentare anche il palato femminile, che di solito  ricerca dei prodotti più delicati”.

“Quindi nella nostra ricetta abbiamo voluto mettere molta armonia, molta sontuosità, molta eleganza, molta bevibilità, proprio per riuscire ad ammaliare anche i palati femminili”.

Qual è il mix perfetto che rende unico Volcano Gin?

“Il mix che rende speciale il nostro prodotto è il gioco di equilibri che noi proponiamo. Il metodo di lavorazione di Volcano Gin si chiama “Cold Compaund”. Noi partiamo dalla distillazione dei cereali per poi fare macerazione a freddo singola e separata di ogni singolo botanico che poi viene assemblato secondo ricetta con le dovute percentuali che abbiamo avuto modo di appurare. A quel punto il prodotto rimane in bottiglia per circa due mesi per l’affinamento, per trovare il suo equilibrio finale e poi viene immessa sul mercato”. Volcano Gin Sicilia

volcano gin

“Dal ginepro abbiamo la mineralità del territorio vulcanico. Dalla ginestra, a livello organolettico, il contrasto tra dolce e amaro, perchè all’olfatto è molto dolce, al palato presenta delle note amarostiche. Dal finocchietto selvatico abbiamo delle note balsamiche, aromatiche, erbacee. Dall’arancia amara, l’abbiamo scelta tale in primis per la sua reperibilità sull’Etna, in secondo luogo perchè riesce a dare delle note agrumate, acide e quindi freschezza in bocca che rende il prodotto bevibile. La nocciola, con la sua grassezza e struttura, riesce ad equilibrare e a smorzare tutte le note nervose, floreali e fruttate”.

“Il gioco di equilibrio che esiste tra questi cinque elementi, è forse il mix che contraddistingue il gusto finale di Volcano Gin: possente ma delicato”. Volcano Gin Sicilia

Le materie prime che utilizzate tendono a valorizzare il vostro territorio?

“Certo, perchè sono tutte materie prime che comunque rappresentano il territorio dal quale proveniamo. Il ginepro è selvatico e comincia ad apparire da settembre sull’Etna, colorando di blu i cespugli”.

“La ginestra è forse l’emblema più importante. Lo abbiamo scelto anche per questo come botanico di riferimento perchè fa ripartire la vita dopo la distruzione di una colata lavica. La ginestra, un fiore così delicato, riesce a vincere la distruzione”.

volcano gin

“Il finocchietto selvatico è alla base di tante ricette nella nostra tradizione culinaria, è un simbolo a tutti gli effetti. L’arancia amara, cresce ad altitudini più importanti, quindi fa parte del territorio etneo ed è diverso rispetto ad altri tipi di agrumi che si sviluppano nella zona pianeggiante di Catania e di altre zone di Sicilia”.

“La nocciola è un altro elemento botanico che noi, a partire dai 600 metri sul livello del mare, riusciamo ad avere sull’Etna. È un frutto molto coltivato”. Volcano Gin Sicilia

Trovate difficoltà quindi nel reperire la materia prima?

“Naturalmente parliamo di terreni vulcanici. Quindi per esempio reperire il ginepro, che è una bacca che cresce tra le spine ad altitudini che sfiorano i 1500/800 metri di altezza sul livello del mare, non è semplicissimo”.

“La ginestra stessa, questo fiore giallo, nasce sulle rocce vulcaniche e anche qui la raccolta non è semplicissima. Il finocchietto selvatico è invece più semplice da reperire, come l’arancia amara e la nocciola”. Volcano Gin Sicilia

“Tuttavia, hanno tutte stagionalità diverse. Quindi la nostra bravura risiede nell’andare a a raccogliere la materia prima nel momento giusto e in periodi diversi. Da qui poi l’assemblaggio di queste materie prime, che presenta delle complessità e delle difficoltà, ma che noi col tempo siamo riusciti ad organizzare in maniera soddisfacente”.

Quali gli obiettivi per il futuro?

“Gli obiettivi per il futuro sono quelli di crescere come azienda e diventare un brand che sia ambasciatore di un territorio straordinario, che è quello etneo. Far conoscere attraverso il nostro prodotto le meravigliose peculiarità del territorio dal quale proveniamo. Portare un po’ di Etna in giro per il mondo, se possibile, riuscendo ad approcciare mercati stranieri”.

“Essere riconosciuti anche in Italia, in un mercato che comunque è molto competitivo e complesso per quanto riguarda superalcolici e nello specifico il gin. Quindi la strada è quella di far conoscere ed apprezzare un prodotto diverso dagli altri. Essere ambasciatori della nostra terra, in maniera brillante, è forse l’ambizione che più abbiamo dentro di noi”.

Potete trovare il prodotto in distribuzione in Sicilia con Beverfood Srl di Francesco Spadafora. Potete dare un occhio a Volcano Gin sulla sua pagina Facebook, sul sito e su Instagram.

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