Fantascienza? No, realtà. Esiste davvero un’auto capace di muoversi in acqua.

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Le “anfibie“, peraltro, non sono nuove dell’ambiente. Hanno già alle spalle una storia consolidata. Si tratta, in genere, di quattro ruote progettate per viaggiare sull’asfalto o sulla sabbia, ma in grado di gettarsi in mare o in un lago senza alcun problema.

I prototipi più famosi auto anfibia prezzo

Tra tutte, ricordiamo la Lotus di 007 in grado di risalire dal mare alla spiaggia in Sardegna. O la Rolls di Top Gear, guidata da Jeremy Clarkson, tuffatasi in piscina.

Sembrano effetti speciali. In verità, è tutto concreto. Nel 1964 fu il caso, ad esempio, del Maggiolino della Volkswagen che attraversò due volte lo Stretto di Messina.

A promuovere l’impresa ci pensò l’importatore italiano della Vw, l’Autogerma, che affidò la vettura a Bent Axel Schlesinger. Fu proprio l’amministratore delegato a testare l’ingresso in acqua dell’auto nei pressi di Cannitello, e la sua riemersione dopo sette chilometri a Ganzirri, a nord di Messina, impiegando 38 minuti.

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Ma come fu possibile una “stregoneria” del genere? Merito della saldatura continua della scocca, che favorì il galleggiamento. Non solo. auto anfibia prezzo

La chiusura di sicurezza alle portiere perfettamente ermetiche, lo spostamento verso l’alto degli scarichi con prolunghe e la collocazione in abitacolo della presa del filtro aria, contribuirono alla resistenza della quattro ruote.

Peraltro, l’impianto elettrico era protetto da una struttura a tenuta stagna, e la propulsione si otteneva inserendo un’elica direttamente all’uscita dell’albero motore.

E ancora…

Nel 1981, in Germania, si effettuò un esperimento simile con la Citroen 2CV, trasformata anche in motoscafo da corsa all’occorrenza.

Quella che all’epoca venne chiamata Gauloises Schwimm-Ente vantava un motore fuoribordo, che le permise di solcare le acque del fiume Elba.

Simili le caratteristiche della Fiat Terramare 4×4, che nel 2006 attraversò i laghi di Como e Maggiore, il Po, il mare della Sardegna, il tragitto tra Napoli e Capri, e la Manica, tra Francia e Inghilterra.

Decisivo in questo senso lo zampino di Maurizio Zanisi, esperto di auto gran turismo, allestimenti speciali, e, da quel momento in poi, di mezzi anfibi.

Ben 6 ore e 15 minuti di viaggio, possibili grazie alle porte super saldate, il tetto aperto, gli interni ridotti all’essenziale, una cintura di tubolari gonfiabili in pochi minuti con un compressore ai fianchi dell’auto, e, nella parte posteriore, il propulsore a idrogetto.

E a voi? Piacerebbe guidare un bolide amante dell’acqua? Diteci la vostra con un commento, e continuate a seguirci su Men’s Enjoy!

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