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bitcoin illegale

Il bitcoin, assieme ad altre crittovalute, è sempre più in voga e attira l’attenzione di sempre più investitori.

Tutti ne parlano, cercano di capire se si tratta di una reale opportunità di guadagno, se si tratti di una cosiddetta bolla. Secondo alcuni esperti di criminalità organizzata, si tratterebbe di un nuovo strumento per agevolare i criminali.

Una valuta per criminali?

Secondo Antonio Laudati, che sarebbe il consigliere di Cassazione e attualmente sostituto procuratore Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, le criptovalute sarebbero nate per agevolare gli scambi illeciti tra criminali, mafie, gruppi terroristici e tutti quei gruppi che agiscono contro la legge.

Anonimato e difficoltà di rintracciare le transazioni bitcoin illegale

Questo genere di dichiarazioni potrebbe essere considerato per lo meno esagerato, ma queste parole vengono da un professionista che ha lavorato a lungo e studiato le associazioni mafiose.

Proprio quando tutti parlano della possibile ripresa del bitcoin, che a Pasqua ha avuto un calo nettissimo del suo valore, queste parole stupiscono e fanno riflettere.

La difficoltà nel rintracciare le transazioni che ogni singolo bitcoin ha avuto permette un anonimato quasi totale che può, a rigor di logica, favorire di molto i gruppi criminali. L’entità di questi eventi è ancora tutta da verificare e gli studi fatti a riguardo sono molto pochi.

Asset criminale

Laudati ne ha parlato molto in una serie di convegni che ha tenuto assieme a docenti universitari, lo ha definito un asset criminale e una “sfida per l’intelligence”.

La tecnologia alla base delle criptovalute non aiuta il controllo statate, anzi è sviluppata in modo da impedire qualunque tipo di controllo “centrale”.

La mancanza di regole chiare e leggi nei confronti delle criptovalute rende questo mercato estremamente volatile e instabile. I governi non sanno mai come comportarsi e diviene difficile immaginare il futuro di queste nuove valute.

Le mafie si alimentano vendendo servizi

In seguito Laudati ha affermato che le mafie e associazioni criminali in genere si alimentano vendendo servizi e non solo aggredendo la gente.

E’ difficile riconoscere quali sono gli ambiti in cui le mafie si infiltrano e proprio per questo motivo il bitcoin va attenzionato.

Considerato come in passato le mafie si sono appropriate di settori molto redditizi come le droghe, non stupisce perché bisogna tenere d’occhio le criptovalute.

Il rischio è reale e concreto, ma senza una legislazione sicura e decisa nei confronti del bitcoin diventa molto difficile agire.

Continuate a seguirci su Men’s Enjoy.

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