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Il mondo delle criptovalute è veramente variegato e, a tratti, confusionario. Oltre al bitcoin, che è stato il primo tipo di valuta “criptata digitale” sviluppata, esistono altre valute che vale la penba conoscere, specie se si è interessati al mondo del cryptominig o all’investimento.

Dopo aver trattato di Ethereum qui, si analizzerà e descriverà la terza più famosa crittovaluta esistente: Ripple.

Ripple è una valuta estremamente interessante. Negli ultimi mesi sta riscuotendo più interesse tra investitori ed addetti ai lavori, mentre la sua capitalizzazione di mercato è diventata molto elevata.

Com’è nato Ripple e come funziona ripple valuta

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Ripple è stata creata da Ryan Fugger e la versione beta del suo protocollo è stata rilasciata nel 2013. Viene continuata a sviluppare nella sede di Ripple, i Ripple Labs, a San Francisco, in California.

Si tratta di una valuta digitale e crittografata, per certi versi simile a bitcoin. Non è valuta reale, nel senso che non viene stampata su banconote e non viene nemmeno regolata da banche centrali o governi.

Ripple Consensus ripple valuta

Un algoritmo speciale che si chiama Ripple Consensus registra ogni transazione effettuata da ogni singola unità di valore di Ripple.

Ogni transazione finirà poi in un database sicuro che viene chiamato RCL (Ripple Consensus Ledger). Non utilizza la blockchain.

Agevola gli scambi

Tutto lo sviluppo di Ripple ha come fine l’agevolazione degli scambi tra gli utenti che lo utilizzano. Può essere anche utilizzata per fare scambi tra valute reali, senza dover passare per itnermediatori, banche o altri enti finanziari.

Crittovaluta senza mining

Ripple è profondamente diverso sia da Bitcoin che da Ethereum per un motivo preciso e fondamentale. Ogni unità di Ripple non viene “minata” dagli investitori, quindi il cosiddetto cryptomining, in Ripple, non esiste.

Per possedere un Ripple basta dare il proprio PC ai bisogni della ricerca scientifica dei laboratori Ripple. Detto ciò, per ricapitolare, Ripple non ha miners, né investitori veri e propri, e non si tratta di una reale criptovaluta.

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Tutto proprietà dei laboratori Ripple

Non è una reale valuta decentralizzata, perché appartiene tutto a Ripple, a differenza di Bitcoin che è realmente decentralizzata e, fondamentalmente, proprietà solo di chi possiede o investe questa valuta.

L’esistenza stessa di questa pseduo-criptovaluta pone molto interrogativi su tutto il mondo di queste nuove valute digitali.

Ripple, con la sua peculiare struttura, offre una grande distribuzione della valuta e anche una grande sicurezza.

Le transazioni sono sottoposte a crittografia end-to-end e sono assolutamente dirette tra chi le attua.

Il Ripple, a differenza ad esempio dei dollari, non richiede la presenza di conti bancari per le transazioni, di spese di servizio e non ci sono rischi di controparte o costi operativi aggiuntivi.

 

Continuate a seguirci su Men’s Enjoy.

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